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del Naturismo italiano

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Nel ricordo di Daniele Agnoli-2013

Nel ricordo di Daniele Agnoli

il 26 febbraio 2013 Daniele Agnoli si è spento. Per noi naturisti italiani ha rappresentato e continuerà a rappresentare un punto di riferimento per il nostro movimento. Le sue tre opere: Breve storia del Naturismo nei Paesi di Lingua Tedesca, Storia del Naturismo in Italia, L’Idea Naturista in Francia, oltre ad essere un documento storico, ci aiutano a capire meglio il Naturismo e le sue origini. Ma l’opera più poderosa di Daniele Agnoli è stata la Rivista Umanitaria NATURISMO pubblicata dal 1972 al 1998, una ricchissima raccolta di articoli sul pensiero umano che contiene, tra il resto, una completa bibliografia. Daniele Agnoli ha avuto profondi ammiratori ma anche avversa¬ri che gli contrapponevano altre convinzioni. Tra gli amici più cari che ebbe ricordo Viky Sperandio pioniere del naturismo in Trentino, tra chi si contrapponeva, come sostenitore delle tesi di Darwin, un altro grande naturista Carlo Consiglio. Ma sempre tutti, nelle loro convinzioni, volti a spiegare e diffondere i molte¬plici aspetti della nostra etica. Siamo riconoscenti a Daniele Agnoli e rispettosamente lo ricor¬deremo nella nostra memoria e rileggendo le sue opere.
 
Daniele Agnoli (26-5-1927 – 26-2-2013)
Era nato a Belluno il 26 maggio 1927. Dopo aver frequentato il Liceo Classico "Tiziano" aveva studiato a Padova e a Firenze, laureandosi in filosofia con una tesi in "Estetica" sotto gli auspici dell'illustre filosofo e pedagogista Luigi Stefanini. Nel 1954-55 fu a Saarbrucken presso l'Istituto Superiore di Studi Europei di quella università. A Tubingen aveva conosciuto Helga Burckhardt con la quale a partire dal 1953 ha condiviso felicemente tutta la sua vita. Ad Heidelberg ed a Germersheim (Mainz) era stato lettore di lingua italiana negli "Istituti per Interpreti" di quella uni¬versità. Vinto un concorso al Ministero della Pubblica Istruzione di Roma, divenne funzionario dell'Ufficio Scolastico di Bolzano dove, per quasi vent'anni fu poi, fino al pensionamento, Provveditore agli Studi. Aveva dedicato molti anni della sua vita alla psicologia del profondo e alla botanica. Fin da giovane, e da sempre, aveva praticato l'escursio¬nismo e l'alpinismo. Il naturismo l’aveva conosciuto fin da ragazzo nel bacino del Piave e dei suoi affluenti. Erano i lontani anni '40. Nel 1980 aveva fondato l'Associazione Italiana Antitabagista - AITA - in collaborazione con il Col. Ettore Liuni, Presidente Capsor di Bologna, producendo significative argomentazioni contro il fumo, soprattutto a livello psicologico. Per i suoi meriti era stato insignito dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini “Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Infine, la INF/FNI gli aveva conferito il primo premio 1996 (e anni precedenti) per la stampa naturista, premio ch’e-ra stato rinnovato per il numero della rivista "Naturismo" relativo all'anno 1998.

Pino Fiorella

Primo Premio 1996 INF/FNI a "Naturismo" Rivista Naturista e Umanitaria
“Il Presidente della Federazione Naturista Internazionale, Karl Josef Dressen, ha comunicato con lettera del 9/5/97 al Dr. Daniele Agnoli (Direttore e autore del periodico) che il Comitato Centrale della Federazione Naturista Internazionale ha conferito a "Naturismo" il primo premio sia per l'anno 1996, sia anche in considerazione delle precedenti pubblicazioni. Come è noto ogni anno l'INF/FNI, che rappresenta oltre trenta federazioni nazionali nel mondo, conferisce premi di stampa agli organi naturisti che si siano distinti per i contenuti, le notizie e il decoro editoriale delle loro pubblicazioni nello  spirito che la Federazione Internazionale promuove a livello mondiale”.
Note della redazione di “Naturismo” su gli scopi che si prefiggeva la rivista alla sua nascita nel lontano 1972, paro¬le che risultano, a distanza di tanti anni, più attuali che mai. Il naturismo non è una filosofia di vita intesa come intrattenimento o animazione o semplicemente un pretesto per prendere la tintarella integrale, bensì ricerca obiettiva dei motivi per cui certi stadi della civiltà rifiutano di recepi¬re la pratica della nudità integrale. Nonostante che da oltre un secolo scrittori, igienisti e artisti abbiano decantato le virtù naturistiche, quelle razionali argomentazioni non hanno avuto grande effetto suadente, com'era nei voti, anzi sembrano aver allontanato il lettore moderno più incline a comprendere le cosiddette "filosofie deboli" che le questioni di principio. Oggigiorno anche l'uomo della strada usa espressioni specialistiche con grande disinvoltura, ma se poi si chiede cosa ciò in realtà esse vogliano dire, allora ci si accorge che le idee non sono del tutto chiare. Se si vuole parlare con competenza dei problemi del naturismo, è necessario avere chiarezza su certi concetti essenziali che sono venuti a far parte del linguaggio corrente e che sono il risultato di elaborati studi da parte di pensatori, psicologi e analisti di alto rango. Quali relazioni e reazioni ha la nudità nei confronti dell'inconscio? Perché l'uomo moder¬no ha vergogna del suo corpo e del suo sesso? E perché li esalta e li teme? E' giusto, normale e naturale che l'estro sessuale insorga alla semplice visione del corpo nudo dell'altro sesso, ovvero è questa una nevrosi non prevista dalla natura? Per molti naturisti questi problemi sono irrilevanti perché essi in genere si trovano spon¬taneamente sulla via giusta e quindi non comprendono perché molta gente ne faccia un dramma di questioni che per loro sono inesistenti. I problemi li hanno coloro che sono affetti dalla nevrosi antinudista e purtroppo sono proprio costoro che reggono le sorti della società, e di conseguenza è con costoro che il naturismo deve fare i conti. E' necessario infatti essere agguerriti e non scoraggiarsi mai di fronte ad una maggioranza ottene¬brata dal tabù del nudo, perché nelle grandi idee non è determinante tanto il suffragio pecorile delle masse amorfe e convenzionali, quanto la geniale intuizione di una élite illuminata. Con questi intendimenti il 1° gennaio 1972 iniziava la pubblicazione della rivista “Naturismo”, che non voleva sostituire i vari bollettini delle singole associazioni, trattando la rivista argomenti di interesse generale (con approfondimenti di argomenti teorici tratti dal copioso patrimonio ideologico e bibliografico del movimento naturista), ma essere una palestra di idee, un veicolo di scambio avente lo scopo di portare un po’ di luce nella confusione esistente nel movimento naturista italiano. La rivista voleva fornire un contributo concreto di idee senza pretendere di essere la voce della verità per dettare legge in materia di ortodossia naturista, bensì una sorta di “convegno” a più voci animate dal comune intento di delineare le grandi linee dell’idea naturista.

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