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del Naturismo italiano

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Il Re è nudo ma la spiaggia no-2010

Il Re è nudo ma la spiaggia no

Nel Paese di “Papi, mi presti la escort?” (ovviamente non l'automobile), di una famosa ex calendar- girl divenuta ministro e delle “massaggiatrici” incluse nei bandi dei pubblici appalti, fa certamente un certo effetto sentire, nella puntata conclusiva della stagione di “Che tempo che fa”, la morbosa attenzione suscitata nel conduttore Fabio Fazio dal fatto che Luciana Littizzetto fosse stata in una spiaggia naturista.
Fa effetto per varie ragioni, la prima è che nell’emittente più “intellettual chic” del nostro palinsesto, in uno dei programmi più “intellettual chic” ci si ricami sopra così tanto dà da pensare sul livello di apertura mentale del Paese.
Capisco se fosse successo su “Sat 2000”, ma su “Rai Tre”…. Al di là di queste considerazioni c’è ben altro da dire, comunque, perché pareva quasi che quella del naturismo fosse una deviazione patologica o contro la morale.
A mio modesto parere è ben peggiore il turismo sessuale di tanti insospettabili professionisti che ogni anno riempiono i voli per il Sud Est asiatico e lì, lontano dai benpensanti nostrani….
La mia non vuol essere una critica a Fazio in sé, ma al mondo che rappresenta: se una persona volesse vedere il “nudo”, credo che con i moderni mezzi internet e, ancor di più, con le famose “pay tv” che ti spediscono decoder, in busta rigorosamente anonima, non sia un gran problema. Quindi smettiamola, per piacere, con moralismi patetici e ridicoli.
Abbiamo, se solo lo vogliamo, ogni sorta di perversione a portata di mano e ci scandalizziamo, manco fossimo all’epoca vittoriana, di chi prende il sole nudo.","Ma non prendiamoci in giro! Peraltro il clima che si respira oggi in Italia è tutto fuorchécastigato e monastico, visto che tutti i maggiori programmi televisivi, le pubblicità e gli slogan richiamano il sesso e il nudo in modo martellante e ossessivo. Non parliamo poi di tutta quella “classe dirigente” che, notoriamente pluridivorziata, si fa beccare in situazioni quantomeno poco edificanti: da Marrazzo alla lunga lista di “ricattati” eccellenti del “sistema Corona”.
Siamo proprio gli ultimi che possono fare dei moralismi insomma, quasi che la morale si misurasse secondo i centimetri quadrati di un costume da bagno. E comunque spesso si lascia molto poco all’immaginazione già in prima serata….
Non stupiamoci, poi, se avvengono con frequenza sempre maggiore aggressioni a omosessuali e discriminazioni di vario genere: sono tutte figlie della stessa bigotta ignoranza e della stessa mentalità finto- benpensante che anche programmi culturali e di approfondimento, come dovrebbe essere “Che tempo che fa”, portano avanti in nome di una “normalità” tutta da dimostrare e da identificare.
La cosa peggiore, a mio parere, è che tali pregiudizi verso pratiche naturiste ci stanno costando cari: l’Italia aspetta da tempo una seria e organica regolamentazione della pratica che, nel frattempo, fa trasmigrare frotte di turisti dal Nord Europa verso i lidi di Grecia, Croazia e altri paesi più aperti (e intelligenti) di noi.
Il proibizionismo non ha mai pagato, ormai dovremmo averlo imparato. Paga semmai l’educazione, tuttavia credo che il nostro languente sistema turistico abbia davvero poco da fare il difficile e, sicuramente, delle previsioni normative serie in materia renderebbero tutto più trasparente, efficace ed economicamente profittevole.

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